Da meta sconosciuta e assente persino dalle più famose guide turistiche, la Rainbow Mountain, anche chiamata Vinicunca o Montaña de Siete Colores, è diventata nel giro di pochissimo tempo uno dei luoghi più fotografati di tutto il Perù, secondo solo a Machu Picchu. Come detto, non troverete informazioni in merito su nessuna guida cartacea, perlomeno nelle meno recenti, perché la sua scoperta è recentissima ed è stata aperta al pubblico solamente da un paio d’anni.

Se state programmando un viaggio in Perù impossibile non essersi ancora imbattuti nella foto di questa montagna incredibile. Infatti la particolarità della Rainbow Mountain è data dai tanti strati colorati che la formano, risultato della sedimentazione di diversi minerali nel suolo.
Ci troviamo nella regione del Vinicunca, a poche ore da Cuzco.
Prima di buttarsi a capofitto in questa escursione è importante sapere che si tratta di un trekking decisamente impegnativo: il percorso in se’ non è particolarmente difficile in quanto alterna brevi ripide salite a tratti quasi pianeggianti dove recuperare fiato. La vera difficoltà di questo trekking è data dall’altezza che si raggiunge, la più alta di tutto il nostro viaggio in Sud America. Infatti il punto massimo raggiunto durante il trekking è a quota 5200 mt sul livello del mare, con un dislivello dell’intero percorso da compiere di 1000 mt slm. A questa altezza la respirazione è difficoltosa e si può andare incontro a diversi sintomi tipici del soroche come nausea, mal di testa, ecc.. Per questo è consigliabile affrontare questo trekking dopo qualche giorno di acclimatamento a Cuzco (3400 mt slm) così da dare al proprio fisico il tempo di adattarsi all’altitudine in modo graduale.

Sedimentazione minerali

Rainbow Mountain: a quale agenzia affidarsi?

Trattandosi di un’escursione giornaliera, l’abbiamo prenotata direttamente a Cuzco il giorno antecedente. Nella scelta dell’agenzia potete tranquillamente puntare al risparmio perché tanto ci siamo resi conto che tutte ma veramente tutte le agenzie di Cuzco vendono esattamente lo stesso programma della giornata con gli stessi identici servizi. Anzi vi capiterà, come è successo a noi, di pagare ad un’agenzia ma la mattina stessa di ritrovarvi con tutt’altra, in quanto a seconda di quanti partecipanti hanno si uniscono tra di loro abbattendo così i costi.

Trekking alla Rainbow Mountain

Rainbow Mountain: quanto costa?

Il costo dell’escursione può variare a seconda della stagione e dall’agenzia, da un minimo di 20 € fino a quasi il doppio. Noi che ci siamo stati ad agosto, girando qualche agenzia e infine contrattando un po’, l’abbiamo spuntata a 90 soles a testa (circa 20 €). Una cifra davvero irrisoria.

Rainbow Mountain: cosa comprende?

Trasporto, pasti (colazione e pranzo) e capogruppo accompagnatore.

Rainbow Mountain: come si svolge la giornata?

La giornata ha inizio molto presto. Il pulmino dell’agenzia ci ha prelevati dal nostro ostello (abbiamo fornito l’indirizzo al momento del pagamento dell’escursione in agenzia il giorno prima) alle 3.15 di mattina. L’orario di riferimento varia dalle 3.00 alle 3.30. Una volta recuperati gli altri viaggiatori dai vari alberghi (circa una quindicina di persone) si parte in direzione del piccolo villaggio Hanchipata-Quesuno (4326 mt slm) dove arriviamo dopo circa 3 ore di pulmino. Si tratta della prima sosta dove è possibile usufruire del bagno e fare colazione. E’ una tappa per tutte le agenzie di Cuzco quindi ci si ritroverà con molti altri viaggiatori in un grande salone dove viene servita una colazione molto semplice e viene svolto un briefing in merito al percorso che si andrà ad affrontare. Una volta ricaricate le energie e bevuto un buon mate de coca si riprende il pulmino per raggiungere il campo base in circa mezz’ora di guida. Si giunge al punto d’ingresso (4200 mt slm) alle ore 8 circa da dove ha inizio il trekking a piedi in direzione del ghiacciaio Ausangate che domina la vallata dall’alto dei suoi 6372 metri. Una cosa molto importante a questo punto è avere ben in mente chi è il vostro capo gruppo accompagnatore (sarà riconoscibile dalla bandierina in mano e griderà spesso il nome del gruppo) in quanto si partirà tutti insieme ma poi sarà impossibile mantenere tutti lo stesso passo vista la difficoltà del trekking.  Per circa 70 soles a/r è possibile montare in sella ad un cavallo guidato da una delle tante donne o ragazzini locali presenti all’inizio del cammino e raggiungere così la cima con un notevole aiuto. Si può optare di prendere un cavallo anche più avanti nel percorso o per il ritorno, il costo sarà inferiore. Noi abbiamo affrontato la salita a piedi con passo lento ma costante, fermandoci diverse volte per bere, mangiare uno snack ma anche per togliere uno strato d’abbigliamento a mano mano che salivamo fino a restare a mezze maniche. In tutto abbiamo impiegato un’ora e cinquanta minuti ad andare e poco meno a tornare, il trekking completo è di 16 km. La guida indica come tempo medio di percorrenza circa 2 ore e mezza ad andar e altrettanti a tornare. Una volta raggiunto il passo Vinicunca con uno sforzo ulteriore si arriva al punto massimo, ovvero il mirador, a quota 5.200 mt slm. Giunti sulla cresta della montagna prendetevi un po’ di tempo per godere del panorama surreale tutto attorno (e riprendere fiato!). Quel giorno il sole splendeva alto ed il cielo era di un azzurro intenso tanto da rendere i colori tutti attorno così accesi da sembrare surreale. Qualcosa di indescrivibile.

Alle ore 13.00 circa eravamo nuovamente al punto d’ingresso dove ci siamo ricongiunti alla guida e piano piano a tutto il nostro gruppo. Prima di rientrare abbiamo fatto nuovamente tappa a Quesium dove abbiamo consumato il pasto e infine siamo rientrati a Cuzco, in Plaza de Armas, alle ore 18.00 circa.

Si tratta di una meta turistica molto gettonata da realizzare in giornata da Cuzco. Chiunque vorrebbe contemplare dal mirador la sua bellezza unica al mondo, ma tutta questa meraviglia va guadagnata con uno forzo, fisico e mentale, difficile ma non impossibile. Posso assicurarvi che è una delle esperienza più entusiasmanti che potrete mai realizzare in viaggio. Perciò non fatevi scoraggiare e conquistate la Rainbow Mountain, considerata dal National Geographic uno dei cento luoghi da visitare almeno una volta nella vita. Come dargli torto?